TEATRO & SOCIAL INNOVATION

TEATRO & SOCIAL INNOVATION

11 giugno 2015 Social Media Week di Roma Link Campus University: in uno degli eventi mondiali per eccellenza riguardante le social innovation si parla di teatro… direi FINALMENTE!! Per questo ringrazio Link Campus University e LinkTheatre per avermi dato la possibilità di organizzare il panel “Social Media Theatre & Storytelling”.

Siamo partiti da qui: all’interno del panorama culturale italiano, il sistema teatro soffre oggi di un eccessivo distacco dalla società. Occorre, dunque, trovare un tessuto connettivo per cui esso torni ad essere un bisogno culturale e sociale primario, facendo sì che diventi immediato, efficace e condiviso. Lo storytelling, attraverso il supporto dei social media, può rappresentare un’efficace risposta a questa problematica. Esso, infatti, da un lato consente di creare narrazioni collettive e condivise, e dall’altro rappresenta una possibilità per chi lavora nel mondo dello spettacolo di raccontare e condividere le proprie esperienze lavorative prima, durante e dopo la performance.

Nella prima parte abbiamo ascoltato esperti del settore a cui è stato chiesto un intervento di circa 10 minuti riguardo dei temi specifici: Gabriele Vacis (Istituzioni), Fausto Paravidino (scrivere e recitare nel teatro), Tommaso Mattei (produzione privata) e Roberta Zanardo (nuovi linguaggi). Loro hanno dovuto rispondere a queste domande raccontandoci la loro esperienza:

- Che senso ha fare teatro oggi all’interno di questa società?

- Perché c’è un distacco oggi tra quello che raccontiamo in teatro e tra quello che la società ascolta?

- Come fare per ricreare quel tessuto connettivo per cui il teatro torni ad essere un bisogno culturale e sociale primario?

Ecco qualche estratto dei loro discorsi:

TOMMASO MATTEI

ha raccontato l’esperienza di Khora, società che condivide con Alessandro Preziosi e Aldo Allegrini. Già da molti anni i tre soci hanno compreso l’idea di fare rete e di unire l’esperienza delle varie arti performative. Khora nasce dieci anni fa iniziando ad investire nel campo del teatro e dello spettacolo dal vivo. Già nei primi progetti come “Datemi tre caravelle” veniva coinvolto il cast e tutto lo staff nel produrre materiali video, audio e cartacei per narrare l’ideazione, la creazione e la realizzazione dello spettacolo in forma di “rudimentale diario di bordo multimediale” che conteneva i primi esperimenti di chiamata VoIP diffusa sul web, antesignana degli odierni collegamenti skype.. ma a quei tempi i socialnetwork erano ancora in forma embrionale.

GABRIELE VACIS

ci ha raccontato la sua esperienza a “I Teatri di Reggio Emilia”. Incentra il suo discorso su due parole Razionalizzazione e Innovazione: “in Emilia ci sono 4 teatri di tradizione a circa 30km di distanza l’uno dall’altro e vivono una vita completamente autonoma l’uno dall’altro.. razionalizzare potrebbe essere: uniamoli, creiamo un unico ente, ottimizzando i costi di gestione, così da avere maggior budget da investire in innovazione”. E così arriviamo alla seconda parola: innovazione!! “…non solo artistica ma anche di ricerca di pubblico come, per esempio nella lirica, nuovo pubblico oltre confine e ancor di più nei paesi in via di sviluppo dove, in questo momento la domanda di questa tipologia di spettacolo è in notevole aumento. Inoltre, parlando di incremento di pubblico, porta l’esempio della proporzione spettacoli/corsi di teatro: la presenza di spettacoli è inversamente proporzionale alla presenza di corsi di teatro = -spettacoli/+corsi. Il teatro quindi oggi funziona bene “come cura della persona”: usato come mezzo in altri campi come nel sociale, nella medicina (vedi la medicina narrativa), con i bambini, viene visto come un ottimo strumento per raggiungere obiettivi a seconda del campo d’azione.

E chiude dicendo: la cultura ormai è una cosa anche per manager e il dialogo tra manager e artisti deve obbligatoriamente essere costante.

FAUSTO PARAVIDINO

ci porta la sua esperienza di autore, regista e attore. A me piace definirlo come artista puro: “Rivendico il mio diritto di voler essere artista. Non sono un manager.. non so..  forse dovrei impegnarmi un po’ di più in quel campo.. ma il mio lavoro è un altro. A furia di compilare bandi e fare gli organizzatori, gli artisti sono diventati dei burocrati: quindi i migliori burocrati sono diventati coloro che fanno gli spettacoli.

Parlando del perché il teatro ormai non è più presente nell’immaginario collettivo cita l’assenza del teatro all’interno dei palinsesti televisivi, radiofonici e sulle testate giornalistiche “i media non parlano più di teatro… […] E quindi mi chiedo dove si colloca il teatro all’interno del dibattito pubblico e quindi che senso ha fare teatro?”.

Abbiamo provato a dare delle risposte come “ E’ il luogo dove poter trovare il silenzio e quindi fermarsi e riflettere; dove poter vivere un momento senza cellulare; dove ci si incontra e ci si confronta: è il luogo dove gli spettatori comunicano. Il teatro è fondante in una società, non perché è fondamentale, ma anzi la fonda!”

Conclude dicendo: “Una soluzione per riportare il teatro tra le persone è tornare a raccontare storie. Nei luoghi della comunicazione (giornali, tv, …) non hai libertà di espressione: nel teatro sì.. puoi esprimerti liberamente.”

ROBERTA ZANARDO, cofondatrice del gruppo di ricerca Santasangre,

condivide con noi la sua esperienza nell’uso delle nuove tecnologie in campo teatrale: “La tecnologia ormai è naturale in teatro.. non crea più una rottura”. Fino a qualche anno fa si diceva che l’uso delle proiezioni o delle nuove tecnologie era “una scelta”.. se lo si faceva bisognava essere coscienti dell’uso e del tipo di rottura che si creava con la tradizione: bhè ormai la tecnologia fa parte di noi.. volenti o nolenti: meglio controllarla che rifiutarla (quest ultimo è un mio pensiero ).

Continua dicendo: “E’ cambiato il ritmo di fruizione delle informazioni, non abbiamo più un’ attenzione specifica sulle cose.. perché sappiamo che le abbiamo sempre a portata di mano, a  disposizione: in teatro no! Quindi in questo luogo si crea un magico inganno della realtà: il teatro riesce a farci fermare l’attenzione su una cosa.”

Poi abbiamo passato la parola ai “social media storyteller”, dando loro altre quattro domande con cui impostare il loro intervento sul tema “L’importanza di narrare”:

- Come questo “fare teatro” può diventare immediato, efficace e condiviso?

- Il ruolo dello storyteller: l’influencer.

- L‘idea di un corso universitario per storyteller.

SIMONE PACINI

dal festival “I teatri del sacro” interviene, come Fausto e Gabriele, con una chiamata Skype per donarci 3 concetti: nuove generazioni, narrazione e nuovi strumenti. Infatti il lavoro che portiamo avanti con Simone da qualche anno si occupa di coinvolgere nuove generazioni ad occuparsi della materia teatro, attraverso nuovi strumenti come Whatsapp, per parlare di uno spettacolo, Storify, che ci permette di recuperare il flusso di informazioni presenti nel web e organizzarle attraverso un racconto collettivo.. Tutto questo ha come obiettivo quello di raccontare storie!!

SILVIA CRETELLA e MATTEO ACITELLI, community managers di @IgersRoma,

iniziano il loro intervento con una breve presentazione del social network di mobile photography Instagram, un’applicazione nata nel 2010 che in poco meno di cinque anni è riuscita a raggiungere risultati senza precedenti. Ad oggi Instagram è una delle piattaforme sociali più diffuse (da pochi mesi è stato registrato il sorpasso nei confronti di Twitter). Uno degli elementi chiave di Instagram sono le community, nate spontaneamente e poi rafforzatesi nel tempo grazie all’Associazione Instagramers Italia di cui Matteo e Silvia fanno parte come Community Manager di Instagramers Roma (@igersRoma su Instagram). Lo scopo di questa associazione è promuovere la mobile photography e valorizzare il territorio che ci circonda attivando varie attività online e offline come challenge fotografici, meeting e workshop. Tra le iniziative realizzate a livello locale troviamo #BuongiornoRoma, un format giornaliero realizzato in collaborazione con il Comune di Roma che ogni mattina “regala” un’immagine della Città Eterna tra tutte quelle taggate #igersRoma, l’hashtag ufficiale della community romana degli Instagramers e #dafareaRoma, un contenitore di eventi realizzato direttamente dagli utenti che hanno la possibilità di segnalare un evento a tutta la community degli Instagramers semplicemente aggiungendo un hashtag ad una foto che illustra un evento in corso a Roma. Dopo la presentazione dell’app e della community, Matteo e Silvia si sono soffermati sulle potenzialità di questo social network nel campo della comunicazione, Instagram è uno strumento che consente di arrivare ad un pubblico molto vasto (si parla di più di 300 milioni di utenti attivi mensilmente). Instagram viene oggi utilizzato da numerosi teatri a livello mondiale come strumento di marketing per raccontare il backstage di rappresentazioni teatrali, utile a promuovere spettacoli di ogni genere. Sono quindi stati mostrati ai presenti numerosi account di vari teatri e compagnie teatrali che utilizzano Instagram per promuovere le loro attività. Da qui è nato poi un dibattito che ha tentato di spiegare ai presenti che i social network non sostituiranno mai il teatro, anzi, lo arricchiranno. La narrazione di un evento offline attraverso i social media come Instagram aggiunge valore ad uno spettacolo teatrale che sicuramente non potrà essere sostituito da servizi come Periscope (applicazione che consente di trasmettere in live streaming un evento), Instagram e simili.

Infine abbiamo presentato due progetti che cercano di unire le criticità e le soluzioni, espresse dai primi e dai secondi, affrontandole attraverso l’uso dei social media: Link Theatre e SenzaCravatta.

CLAUDIA MATERA

ci ha presentato il corso di Social Media Storytelling per attori che si terrà all’interno del progetto “Le mille e una notte” del Centro studi LinkTheatre.

Lo scopo principale del progetto è, utilizzando l’anima ludica e la fruizione immediata dei social network, quello di comunicare il laboratorio de LE MILLE E UNA NOTTE con occhi nuovi. Attraverso l’uso dei social network gli allievi attori creeranno una narrazione collettiva e condivisa imparando a sfruttare il web 2.0 e i social network come strumento per il proprio lavoro.

DANIELE MURATORE, io ,

ho presentato SenzaCravatta: un portale che dà voce ai protagonisti dello spettacolo dal vivo e del teatro; i blogger sono professionisti e imprese culturali che hanno voglia di raccontare e condividere le proprie esperienze.

SenzaCravatta è un progetto sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale attraverso il bando “Giovani per il Sociale”, creato dall’ATI Motus/Solot, diretto da me e curato da Simone Pacini/fattiditeatro.

SenzaCravatta è un blog in cui teatro, socialità e cultura convivono: è un network per l’informazione e la formazione sullo spettacolo dal vivo attraverso il racconto e la lettura, quindi una scrittura collettiva e condivisa. E’ una piattaforma, che permette di conoscere e condividere i processi e, sui cambiamenti del settore. E’ rivolto a operatori e fruitori del mondo dello spettacolo dal vivo e più nello specifico del teatro. Ha come obiettivo quello di promuovere e monitorare l’evoluzione del patrimonio teatrale e dello spettacolo dal vivo; quindi agevolarne la sua fruizione, diffusione, conservazione, tutela e valorizzazione e di conseguenza creare la prima “community on-line dello spettacolo dal vivo in Italia”.

Infine, per creare una scrittura collettiva e condivisa, sarà possibile espandere il proprio racconto utilizzando l’hashtag #teatropop.

Ringraziando tutti i partecipanti e i relatori che ci hanno dato la possibilità di confrontarci rispetto a queste tematiche all’interno della Social Media Week vi saluto, augurandovi un buon mare, con il video di questi due pazzi, Pierluigi e Alessandro: 5 COSE DA NON FARE A TEATRO.