O BROTHER, WHERE ART THOU?

O BROTHER, WHERE ART THOU

Ci rivediamo ancora vecchio bugiardo. Chi hai scelto questa volta? Uno scrittore santaluciano, un premio Nobel addirittura. Non male, davvero!

Quante volte sono con questa? Innumerevoli. Il continuo ritornare, curioso no? Ancora non ti sei convinto a piantare quel remo, ancora non hai trovato le genti che non conoscono il mare. O forse la profezia del cieco Tiresia era soltanto l’ennesima bugia.

Eravamo insieme nel tuo folle volo oltre le colonne d’Ercole, là dove nessun uomo dovrebbe spingersi.

Quanti ne sono passati dopo? D’Annunzio con la sua Maia e Nietzsche, fissato con il crederti sempre un po’ più che umano. Ti ricordi di Dublino? E del monolito nero?

Non ti stanchi mai di viaggiare, oltre il mare ed il tempo.

A volte non bastava leggere le tue imprese, volevi che ti seguissi nel tuo viaggio. Ricordo quando dentro una tomba supplicavo Aiace, immerso nel buio, come te nell’Ade. O quando da uno scoglio in mezzo al Mediterraneo complottavo per scatenare la guerra di Troia.

E adesso ritorni, in un mondo di metallo e petrolio, di sale e psicofarmaci, popolato di mostri, inquietantemente umani. Ora travestiamoci, il treno sta arrivando. Dove si ferma fratello?

Questo post è stato scritto dall’attore Matteo Tanganelli

Matteo TanganelliMatteo Tanganelli nasce a Genova nel 1987 ma cresce a Siena. Dopo il diploma scientifico si iscrive al Corso di Scienze dei Beni Storico-Artistici, cinematografici e teatrali presso l’Università degli Studi di Siena, laureandosi in Teatro nel 2014. Inizia a recitare molto giovane, prendendo parte ad alcuni spettacoli amatoriali e, nel 2011, si iscrive al Centro di formazione per la pratica della scena “Laboratorio Nove” di Sesto Fiorentino.

L’anno dopo entra a far parte della Compagnia “AttoDue”, con la quale partecipa alla messinscena di diversi spettacoli di ricerca per la regia di Simona Arrighi, Sandra Garuglieri e Silvano Panichi. Nel 2014 si diploma con lo spettacolo “Il tempo e la stanza” di Botho Strauss per la regia di Silvano Panichi. Lo stesso anno, con la Compagnia Krypton mette in scena “Canti Orfici” di Dino Campana per la regia di Giancarlo Cauteruccio. Nel 2015, prende parte al Progetto Europeo “Nostoi – Histoires de retours et d’exodes” con cantieri di residenza in Italia e in Tunisia, sotto la direzione artistica di Michael Marmarinos, direttore artistico del Teatro nazionale di Salonicco e Kais Rostom, direttore artistico del Teatro Nazionale di Tunisi. Il progetto è atto a creare una nuova metodologia di esperienza nei siti archeologici. Successivamente lavora con Andrea Baracco ne “Le mille e una notte”. Attualmente è impegnato in progetti teatrali molto diversi, proseguendo il suo percorso di formazione artistica e professionale.